Il campanile

Il campanile di San Massimo, la cui costruzione era iniziata nel 1819 ad iniziativa del parroco Don Giacomo Boldrini, su progetto dell’architetto Luigi Trezza, venne ultimato nell’anno 1829. Alla stessa epoca risale anche la fusione delle prime otto campane. La "colata" venne effettuata dalla rinomata fonderia veronese di Luigi Cavadini.

Nel 1869, durante il ministero pastorale del parroco Don Luca dall’Oca Bianca, vennero rifuse sei delle otto campane sempre ad opera della stessa fonderia, terminata la fusione, i bronzi vennero portati su grandi carri addobbati sul sagrato della chiesa parrocchiale dove rimasero in esposizione per alcuni giorni, mentre procedeva l’opera di montaggio della nuova incastellatura della campanaria. Le campane vennero benedette solennemente e, il 29 giugno, furono inaugurate dai campanari del paese. Di quelle campane, attualmente, ne rimangono soltanto due: la settima e l’ottava.

L’intelaiatura era stata eseguita da quattro falegnami del luogo, come ricorda l’iscrizione incisa su un trave, che dice testualmente:

li’ 12 genajo 1869
Questo castello fu modellato da Erbisti gio.bat.
Ed eseguito co’ falegnami di San Massimo
Tonon Giova. - Giacomelli Giova. - Biondani Ange. - Vicentini Andrea

I nuovi pesanti bronzi effusero la loro voce giuliva tutti assieme fino al 1923,quando il sacrestano Luigi Ligozzi (il compianto "Giogo" ) constatò la rottura della sesta campana. Essa venne rifusa ad opera di Luigi e figlio Achille Cavadini, nell’arco dello stesso anno.

Nel 1924 gli stessi fondatori rifecero anche la campana maggiore e nel 1933 si provvedeva al completamento del concerto campanario con la fusione delle cinque campane minori. Ne risultò un concerto veramente completo, tale da poter rispondere in pieno ad ogni esigenza liturgico-musicale e degno del monumentale campanile.

Nel 1940, la campana maggiore si incrinò e fu necessario quindi rifonderla. Il giorno 23 maggio dello stesso anno, la campana venne calata a terra e portata su di un carro fino alla fonderia dei Cavadini situata a San Nazaro di Verona.

La campana fece ritorno a San Massimo dopo poco tempo e venne issata sulla cella campanaria dall’interno del campanile. Essa fu inaugurata ai primi di luglio dai "CAMPANARI" del paese diretti dal suonatore e prestigioso "maestro di campanò" (come soleva essere definito) BEPI BIONDANI alla cui valentia è legata l’età d’oro della benemerita squadra campanaria della parrocchia.

Nel 1962, ad iniziativa dell’arciprete Don Luigi Caporali, a causa del deterioramento della dovuto agli agenti atmosferici venne provveduto alle necessarie riparazione e alla ricopertura della stessa con lamina in rame. In tale occasione venne sostituito l’angelo che sovrasta la cupola con altro di artistica fattura, opera eseguita in rame battuto da "Berto da Cogollo".

Nel1975, il vecchio castello di legno della cella campanaria, ormai consumato dagli anni, resosi per di più pericoloso, dovette essere abbattuto e sostituito. A questa sostituzione provvedeva l’arciprete del tempo Don Gino Piubello, che incaricò di eseguire l’opera il famoso carpentiere Vicentino G. Lorenzi, il quale costruì la nuova "castellatura" in ferro.

Il campanile di San Massimo in cifre

Anno di costruzione: 1829
Altezza del suolo fino alla cupola: mt. 46.50
Altezza dell’angelo: mt. 3.50
Altezza complessiva: mt.  50.00
Numero dei gradini da terra fino alla cella campanaria: 150
 


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