Il linguaggio liturgico-2^ parte: liturgia della PAROLA

Pubblicato lunedì 19 dicembre 2011

 La liturgia della Parola

La Liturgia della Parola inizia con il movimento di chi si alza in mezzo all’assemblea e parte per andare a leggere la Parola, inchinandosi davanti all’Altare.

L’Altare è unto con il Crisma. L’altare è Cristo, l’Unto per eccellenza.

Richiama innanzitutto il movimento della Parola di Dio, quello che Dio ha fatto per venirci incontro e salvarci. La persona che va a leggere sta per dare voce a Dio e pertanto si esige serietà, gioia, capacità e autorevolezza.

La Parola va proclamata, non letta. Un lettore non si improvvisa e neppure una lettura.
Per noi cristiani la Parola è elemento indispensabile per nutrire la nostra fede e la nostra vita; dalla Parola veniamo e dalla Parola siamo illuminati, orientati e sostenuti.

La Parola non è solo scrittura, ma è Parola viva, è testimonianza, è Cristo che oggi ci parla, riscalda il nostro cuore, ci incoraggia nelle prove e ci trasforma in creature nuove, figli di Dio, capaci di amare, soffrire, perdonare.

La liturgia della Parola

La Liturgia della Parola si compone così:
1ª lettura: è tratta dall’Antico Testamento e Dio ci conduce lungo la storia della salvezza fin dai tempi più remoti.
Salmo responsoriale: è risposta dell’assemblea alla parola ascoltata e può essere di lode, di ringraziamento, supplica, lamento….
2ª lettura: Dio ci parla ancora attraverso le lettere che i primi apostoli scrissero alle loro comunità. La risposta alla fine delle due letture “Rendiamo grazie a Dio” vuol dire: “E’ così, sappiamo che Dio opera così e noi vogliamo essere testimoni!”
Vangelo: è il cuore della Liturgia della Parola, è Cristo che parla. Viene letto dal Sacerdote che alla fine della lettura, alza e bacia il libro sacro, in segno di adesione alla Parola di Dio.
Omelia: il celebrante attualizza la Parola, aiutando l’assemblea a crescere nella fede, per testimoniarla nella propria vita.

 


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