Bimbi nella Comunita'

Pubblicato martedì 3 giugno 2014

L'importanza della Comunità

Domenica 8 giugno 2014 celebriamo la festa della Comunità: ci si trova assieme al parco (tempo permettendo) per godere della compagnia di tutti, sentirci vicini e concludere l'anno di impegno di fede trascorso..

Approfittiamo dell'occasione per formulare alcune osservazioni sull'importanza della Comunità cristiana riferite al sacramento del Battesimo.

La comunità cristiana è la grande famiglia che si stringe intorno alla piccola famiglia del battezzato per far festa col nuovo bimbo, dono del Padre per tutta l'umanità. Riconoscendo in questa nascita la mano di Dio,  la comunità offre a sua volta un dono al piccolo nato: il sacramento del battesimo.

La comunità, accogliendo il bimbo battezzato, lo ammette come un nuovo fratellino o una nuova sorellina. Celebrando il sacramento, i cristiani consolidano l'esperienza della comunione dei fratelli nella fede: un solo corpo e un solo Spirito in Cristo Gesù.

La comunità accoglie il bambino battezzato impegnandosi ad aiutare i genitori nel compito dell’educazione alla fede, facendo memoria delle parole con le quali il Vangelo descrive la vita di Gesù bambino:

                   “E Gesù cresceva in sapienza età e grazia davanti a Dio e agli uomini”

La comunità  cristiana si impegna nel prendersi cura di questo bambino offrendo percorsi di catechesi, momenti di preghiera, celebrando per lui ogni domenica la cena del Signore. Solo tenendo viva la memoria di Gesù la comunità può sperare di comunicare la propria fede ai più giovani.

Nei primi anni di vita dei bambini battezzati, la nostra Parrocchia propone alle famiglie due iniziative: incontri per “Genitori positivi” e “Primi Passi”. Gli inviti a tali incontri vengono recapitati alle famiglie con avviso scritto.

Il battesimo stabilisce un'alleanza per la famiglia del bambino: quella con la comunità cristiana. Il figlio di una madre e di un padre diventa figlio di tutti, la sua esistenza diviene preoccupazione e fonte di soddisfazione per tutti coloro che, con ruoli diversi, si apprestano ad accompagnarlo nell’avventura stupenda della vita.

È più bello insieme

Roberto ama molto giocare con i mattoncini della Lego e appena la maestra Chiara lo consente va nell'angolo delle costruzioni a giocare. E’ bravo e realizza delle belle costruzioni, ma litiga spesso con i compagni perché non è disponibile a condividere i pezzi, li vorrebbe tutti per lui.

La maestra spiega spesso che alla scuola dell'infanzia i giochi si condividono, ma i litigi non cessano.

“Devo trovare un modo per far capire ai bambini questa cosa” pensa la maestra, ed un giorno ha un'idea. Prende tutti i mattoncini e li divide in piccoli sacchetti di plastica. La mattina dopo dice ai bambini: “Oggi abbiamo una novità, ho diviso le costruzioni della Lego in sei sacchetti, uno per ciascun bambino che può stare a giocare in quell'angolo. Spero che in questo modo i litigi finiscano”. E prosegue: “Ditemi chi di voi vuole andare a giocare con le Lego, come ho già detto i posti sono sei”.

Roberto è uno dei primi a farsi avanti e la maestra gli consegna il materiale. Lui inizia a giocare con entusiasmo, ma dopo un po’ si accorge che nel suo sacchetto i pezzi sono pochi tutto sommato, e non può fare una bella costruzione. Inoltre gli manca un pezzo che gli servirebbe…

Ma la maestra Chiara è decisa: ognuno gioca con quello che ha.

Dopo alcuni minuti i bambini si guardano attorno, osservano ciascuno la costruzione dell'altro e constatano che i mattoncini di ciascuno sono insufficienti a fare una bella costruzione. Tutti insieme vanno dalla maestra e spiegano il loro pensiero: i pezzi che ciascuno ha sono troppo pochi per giocare bene.

Allora la maestra Chiara chiede: “Vorreste provare a mettere in comune i mattoncini e giocare con uno o due compagni?” I bambini capiscono che è una buona soluzione. Si mettono insieme tre a tre e iniziano a giocare: ciascuno dice la sua idea e si mettono d'accordo su come usare il materiale. Alla fine la costruzione in ciascuno dei due gruppi è grande e bella e i bambini sono soddisfatti. Più contenta di loro è la maestra, che vede che i bambini hanno capito che “è più bello insieme”.

Vicino al fuoco

Un giorno un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: “Maestro, tutti noi sappiamo che tu vieni da Dio e insegni la via della verità. Ma devo proprio dirti che i tuoi seguaci, quelli che chiami i tuoi apostoli o la tua comunità, non mi piacciono per niente.(…) Voglio perciò farti una domanda molto franca: è possibile essere dei tuoi senza avere niente a che fare con i tuoi cosiddetti apostoli? Io vorrei seguirti ed essere cristiano (se mi passi la parola), ma senza la comunità, senza la Chiesa, senza tutti questi apostoli!”.

Gesù lo guardò con dolcezza e attenzione. “Ascolta”, gi disse, “Ti racconterò una storia.

C'erano una volta alcuni uomini che si erano seduti a chiacchierare insieme. Quando la notte li coprì con il suo nero manto, fecero una bella catasta di legna e accesero il fuoco. Se ne stavano seduti ben stretti,  mentre il fuoco li scaldava e il bagliore della fiamma illuminava i loro volti. Ma uno di loro, a un certo punto, non volle più rimanere con gli altri e se ne andò per conto suo, tutto solo. Si prese un tizzone ardente dal falò e andò a sedersi lontano dagli altri. Il suo pezzo di legno in principio brillava e scaldava. Ma non ci volle molto a illanguidire e spegnersi. L'uomo che sedeva da solo fu inghiottito dall'oscurità e dal gelo della notte. Ci pensò un momento poi si alzò, prese il suo pezzo di legno e lo riportò nella catasta dei suoi compagni. Il pezzo di legno si riaccese immediatamente e divampò di fuoco nuovo. L'uomo si sedette nuovamente nel cerchio degli altri. Si scaldò e il bagliore della fiamma illuminava il suo volto”. Sorridendo Gesù aggiunse: “chi mi appartiene sta vicino al fuoco, insieme ai miei amici. Perché io sono venuto a portare il fuoco sulla terra e ciò che desidero di più è vederlo divampare”.

Da ”Il credo raccontato ai bambini”  Elledici

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