Nella prima serata il card. José Tolentino, partendo dall’invito evangelico «entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo», ha proposto alla nostra riflessione tre movimenti da vivere per la nostra Quaresima.
Entrare significa passare dall’esteriorità all’interiorità, accettando la fatica del combattimento spirituale.
Chiudere la porta è restare davanti a Dio senza fughe, lasciandosi amare nella
propria fragilità. Dio ama ciò che noi facciamo fatica ad amare di noi stessi.
Pregare il Padre è vivere un abbandono filiale: poche parole, molta fiducia, lasciando
che lo Spirito ci unisca ai fratelli in Cristo
Nella seconda serata, ad accompagnare è stata la parabola di Luca 15,11-32, con
la problematizzazione delle relazioni in famiglia: un figlio minore che è incapace di
articolare il desiderio e che si ritrova vuoto, triste e solo; un figlio maggiore che è
incapace di vivere la fraternità e di entrare nella logica della misericordia; un padre
che ama in maniera esagerata e che fa crescere i figli donando loro la possibilità di
un apprendistato del dono e della gratuità.
Questo è anche il cammino offerto ad ogni cristiano e a tutta la Chiesa chiamata alla
profezia di un amore senza limiti e a vivere la festa della misericordia.
Nella terza sera, l’invito è stato a contemplare Gesù nel deserto – luogo in cui si è se
stessi senza armature ed esposti a Dio – alle prese con le tentazioni (Matteo 4,1-11)
che in realtà lo accompagneranno per tutta l’esistenza terrena – in particolare per la
strumentalizzazione che gli altri provano a fare di lui (re, taumaturgo, tappabuchi…)
– ma davanti alle quali sceglie sempre di essere fedele al Padre.
La prima tentazione ricorda che non viviamo di solo pane ma ancora più
profondamente che non possiamo vivere senza il pane eucaristico che è la scuola
del dono e dell’amore; la seconda tentazione richiama il mettere condizioni al nostro
credere a Dio (conforto, soddisfazione dei desideri, ecc.), mentre Gesù si fida tanto
di abbandonarsi nel mistero del silenzio di Dio sapendo che è capace di trasformare
ogni cosa; la terza tentazione evidenzia le nostre dipendenze dagli idoli, il nostro
culto ai poteri ingannevoli che promettono felicità, il nostro esercitare il potere in una
logica mondana, mentre Gesù sceglie solo il potere della croce, del dono, della
scelta degli ultimi, della disponibilità alla fraternità.
Celebrazione penitenziale comunitaria – Parrocchia Croce Bianca
- Venerdì 27 marzo
ore 20.45